"... l'originario e inalienabile diritto alla vita è messo in discussione o negato sulla base di un voto parlamentare o della volontà di una parte — sia pure maggioritaria — della popolazione. È l'esito nefasto di un relativismo che regna incontrastato: il « diritto » cessa di essere tale, perché non è più solidamente fondato sull'inviolabile dignità della persona, ma viene assoggettato alla volontà del più forte. In questo modo la democrazia, ad onta delle sue regole, cammina sulla strada di un sostanziale totalitarismo. Lo Stato non è più la « casa comune » dove tutti possono vivere secondo principi di uguaglianza sostanziale, ma si trasforma in Stato tiranno, che presume di poter disporre della vita dei più deboli e indifesi, dal bambino non ancora nato al vecchio, in nome di una utilità pubblica che non è altro, in realtà, che l'interesse di alcuni. ..."

Dalla lettera enciclica di San Giovanni Paolo II Evangelium Vitae  - 25 Marzo 1995 -

Diritto alla vita, una buona notizia dalla Polonia

Quella del 22 ottobre 2020 è stata certamente una data storica non solo per la Polonia, ma anche per l'Unione europea. La Corte costituzionale con una sentenza ha dichiarato incostituzionali le norme che consentivano l'interruzione volontaria di gravidanza in presenza di malformazioni del bambino. La Costituzione della Repubblica polacca con l'art.38 garantisce il diritto alla vita di ogni essere umano sin dal concepimento.   Su questo evento Piero Pirovano, presidente di Solidarietà, ha scritto un articolo che può essere scaricato cliccando sul seguente link: POLONIA, Diritto alla vita